sabato 10 marzo 2012
brevedad
cociendo los meses con firme ternura, desplumados de proyectos audaces, aliñados con fracasos ambiciosos, reposados en ilusiones calientes. Este espacio me come viva dejandome los huesos rotos de la imposibilidad.
sabato 4 febbraio 2012
33
Tutti i miei gesti mi hanno portata a questo pensionamento esistenziale all'etá di 33 anni. Mentre Cristo si ritirava degnamente dalla sua vita di Figlio di Dio, con tanto di resurrezione e miracoli sparsi, un curriculum che lo avrebbe fatto santone strapagato ai 35 anni, io, alla sua stessa etá, ogni giorno chiudo un file della mia cartella “ inserimento nel mondo lavorativo” e non sono nemmeno cosí cattiva da meritarmi una croce.
Invierno
En una vida bordeline la rutina puede matar como un ddt en verano. Sobrevivo con alternado malestar en el letargo que me proporciona un hogar seguro: comida reciclada al super de la esquina, películas descargadas antes de la censura, proyectos empezados y nunca acabados, proposito de abandonar la eterna adolescencia con flores de bach, disciplina mal organizada en la esperanza de un cambiamento repentino, encierre total casero contra la fobia de la vida social, busqueda de soluciones faciles y inteligentes para surfear la muerte psicologica, apoyo descarado en el amor incondicional y meditación zen para justificar esta puta depresión.
passato
Il mio corpo grida al piacere. Il mio è corpo di carezze violente, di baci usati, di sesso consumato. Il mio corpo usato, venduto, regalato, donato, abbandonat, adorato, adorato. Il mio corpo che ogni notte nascondo tra le mie dita, che il pomeriggio lascio fremitare dopo pranzo. In cerca di piacere costante ed infinito. In cerca dell'orgasmo eterno. Il piacere di possedere qualcuno, di saperlo mio nell'istante dell'orgasmo.
Fuori da me
come sei entrato
veloce, passivo, crudele.
Fuori da me
come la notte
quando è troppo intensa.
Troppi odori, troppe stelle.
Ho paura come i bambini
quando nel letto
sognano la rivoluzione.
Fuori da me
come sei entrato
veloce, passivo, crudele.
Fuori da me
come la notte
quando è troppo intensa.
Troppi odori, troppe stelle.
Ho paura come i bambini
quando nel letto
sognano la rivoluzione.
mercoledì 19 ottobre 2011
nada
lucho con la nada que me arrastra, que me quita los ojos secos de informaciones falsas, la escondo en blogs de muertes anunciadas, la tengo estrecha en mis piernas como el ultimo de mis amantes olvidado.
venerdì 30 settembre 2011
ahora
los momentos perdidos en lo que gozaba de cada instante pervertido. Lanzaba las piernas al aire feliz del mundo que me entraba dentro. Me dejaba ver desnuda por las ventanas cada mañana,lamia alcol dulce en la boca de cualquiera, me masturbaba por las calles esperando la mirada ajena, me corria callada escuchando sermones, desayunaba urina y cenaba pollas. Ahora que me excita un abrazo timido, un soplo de viento, ahora no sé más quien soy.
giovedì 14 aprile 2011
esaurimento nervoso
Le parole non riescono a staccarsi dal mio corpo. Rimangono incrostrate in un luogo a me sconosciuto, vicino alla gola, dietro la nuca, mi tirano forte come una coda stretta di cavallo. É cosí forte l'impossibilitá che mi sento schiava. Ancora una volta. Come una maledizione. Non so che cosa fare, non so che cosa sia giusto, non dove andare e con chi. Sono in balia di ormoni e lacrime, della morte annunciata e della vita apprezzata di nuovo per un paio d'ore. Mi piacerebbe potermi strappare queste parole di dosso, potere dire che ci sono, che sono capace di vivere, che sono in grado di gestirmi autonomamente come una donna di 32 anni. Vorrei potere essere indipendente, parlare al mio compagno con tranquilla moderazione, non avere aspettative nei suoi confronti, non chiedere ai miei genitori di aiutarmi ogni volta che cambia il vento, non sentirmi sempre meno di ogni cosa, di ogni persona, avere il coraggio di scrivere e di presentare questo inchiostro al mondo. Avere la dignitá di rispettre gli impegni presi, essere responsabile. Vorrei essere in grado di curare il mio corpo, di mangiare con equilibrio, di bere con moderazione, di avere sentimenti pacati verso l'umanitá. Vorrei potermi accettare, sapere gestire il mio tempo senza perderlo, senza la terribile sensazione di nulla che circonda le mie giornate. Vorrei avere la forza di non dormire 10 ore ogni giorno, di non vedere tramonti che sembrano albe e viceversa. Mi piacerebbe sapere che qualcosa ho partorito, un essere umano come un idea, una parola di sangue. Ancora vago per terreni oscuri, in cerca di qualcosa che non mi appartiene, che mi sembra lontano, che mi sfianca e mi irrita.
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